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PARTITO DEMOCRATICO: PER UN'ALTRA PROVINCIA DI COMO
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Benvenuti nel sito del Gruppo che rappresenta il PD in Amministrazione Provinciale. Qui potete trovare tutte le informazioni sui Consiglieri e la loro attività, gli appuntamenti, i comunicati stampa, le news e i materiali informativi... e molto altro ancora.
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IL CONSIGLIO PROVINCIALE VA DESERTO: L'OPPOSIZIONE SI RIVOLGE AL MINISTRO BRUNETTA
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L’odierno consiglio provinciale è andato deserto. Convocato per le 15.00 a causa dei numerosi punti all’ordine del giorno, tra questi era previsto anche il voto per l’assestamento di bilancio che avrebbe dovuto essere votato proprio entro oggi, 30 novembre 2009. Contemporaneamente a Villa Saporiti si stava tenendo una riunione politica della maggioranza a cui, oltre a coloro che siedono in consiglio, partecipava il senatore Alessio Butti. Non essendo comparso il presidente Ferdinando Mazara, presumibilmente a sua volta impegnato nella riunione, alle 15.20 passate il vicepresidente del consiglio provinciale Rosangela Arrighi ha dato inizio ai lavori. Ma al momento dell’appello è stato evidente che da soli i componenti dei gruppi consiliari di maggioranza presenti in aula non avrebbero potuto garantire il numero legale. Come da regolamento il conteggio è stato ripetuto mezzora dopo, senza che il risultato fosse variato: la seduta pertanto è andata deserta. Commenta la vice capogruppo del PD Rosangela Arrighi: “il Ministro Brunetta dovrebbe venire qui a contare quanti fannulloni sono stati eletti nel consiglio provinciale di Como. Nemmeno una scadenza istituzionale, come l’approvazione dell’assestamento di bilancio, fa si che la maggioranza metta momentaneamente da parte le proprie questioni interne. Ancora una volta hanno mancato di rispetto non solo all’istituzione ma anche agli elettori che li hanno chiamati ad amministrare questa provincia”.
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L'ORDINE DEL GIORNO IN PROVINCIA E L'APPELLO DEI GIOVANI DEMOCRATICI
Durante la conferenza stampa che si è tenuta lunedì 16 novembre a Villa Saporiti è stato presentato l’ordine del giorno per una legge contro l’omofobia che i gruppi consiliari di opposizione porteranno in discussione nella seduta del Consiglio di domani. La presentazione dell’ordine del giorno nel consiglio provinciale di Como fa parte della campagna contro l’omofobia promossa dai Giovani Democratici. La campagna prevede la proposta dello stesso odg nei comuni della provincia: già votato a Erba, questa sera il documento verrà depositato a Palazzo Cernezzi come delibera. Il segretario dei Giovani Democratici Alessandro Briccola parlando dell’iniziativa ha detto “data la crescita degli episodi di violenza omofoba nel Paese, abbiamo ritenuto importante impegnarci su questo tema. Uscendo dal piano prettamente politico, abbiamo inviato una lettera al vescovo di Como Diego Coletti e al cardinale Dionigi Tettamanzi per chiedere, qualora lo ritenessero opportuno, di condannare la violenza omofoba. Riteniamo che ciò che possono dire in merito le due autorità religiose possa avere un valore speciale”.
L’On. Chiara Braga ha concluso “il gruppo provinciale ha accolto la richiesta dei GD di portare, anche in amministrazione provinciale, la solidarietà alle vittime dell’omofobia e una ferma condanna alle forme di violenza. Ci auguriamo che attraverso la discussione a Villa Saporiti, la Provincia si riscatti dall’errore commesso negando il patrocinio all’iniziativa pubblica dell’Associazione ComoGayLesbica”. L'odg è passato.
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L'OPPORTUNA CONOSCENZA DEI FATTI
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Come gli altri componenti del consiglio provinciale di Como, anche i consiglieri del gruppo PD hanno appreso la notizia della firma alla delibera per la riadozione del Piano Provinciale dei rifiuti e della nomina del Presidente Carioni a Commissario ad acta nella giornata di lunedì, attraverso una comunicazione del Presidente del Consiglio Provinciale Ferdinando Mazara. L’atto di Carioni, assunto il 5 novembre, prevede il recepimento delle richieste fatte dalla Regione in materia di Gestione dei rifiuti nella provincia di Como. Istanze che suscitano polemica, soprattutto per quanto riguarda il passaggio in cui viene deliberato un aumento del 20% delle potenzialità dell’inceneritore di Como, vista la proficua discussione in Commissione Ambiente, che invece prospettava la ricerca di equilibrio tra il ricorso all’impianto e la raccolta differenziata. Commenta l’On. Chiara Braga “a furia di non venire in consiglio provinciale il Presidente Carioni si è dimenticato della sua esistenza. La discussione sul piano rifiuti è andata avanti per mesi in Commissione ed era approdata in Consiglio nel febbraio dello scorso anno. Ora la scelta di far scadere i termini per la ridiscussione e questa decisione di imperio sono gravi e lasciano intendere una volontà di esautorare il consiglio”. Aggiunge il vicecapogruppo Rosangela Arrighi “il Presidente non ha tenuto in considerazione l’indicazione della Commissione, frutto di un lungo lavoro, che non è stata preventivamente avvisata. Quando si parla del 20% in più di rifiuti da smaltire attraverso l’inceneritore, la mancanza di rispetto non riguarda solo il Consiglio ma gli stessi cittadini comaschi. Come gruppo chiederemo conto al Presidente delle sue decisioni attraverso un’interpellanza.”
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OLTRE IL MURO, LA REGIMENTAZIONE DELLE ACQUE DEL LAGO
Mentre continua la polemica sul muro, i consiglieri provinciali di opposizione hanno presentato un’interpellanza dove chiedono di sapere quali iniziative saranno assunte per determinare le condizioni di una nuova regia del regime delle acque “che tenga in debito conto gli interessi dei paesi del bacino, ponendo fine ad escursioni insostenibili che mettono a serio rischio la tenuta e la sicurezza delle sponde e di importanti infrastrutture”. In un altro punto della stessa interpellanza i consiglieri si appellano al Presidente e alla Giunta per avere informazioni sugli atti che hanno autorizzato le opere realizzate sul lungolago. Viste le indiscrezioni trapelate a proposito dell’avvallo dell’amministrazione Carioni della variante presentata dal comune di Como, i gruppi consiliari di opposizione chiedono di essere informati in particolare sugli atti di competenza provinciale assunti. Sempre a riguardo del muro sorto davanti al Lungo Lario Trento i consiglieri di opposizione chiedono quali iniziative verranno prese dall’amministrazione per impedire lo scempio paesaggistico e quali per favorire la rimozione del muro. Commenta il capogruppo consiliare del PD Mauro Guerra: "via il muro subito. La Provincia faccia tutto ciò che sta nelle sue competenze per eliminare lo scempio e si impegni a garantire la sua vigilanza anche per il futuro. Contestualmente lavori seriamente e con fermezza per conquistare una nuova regia della regimazione del livello delle acque del lago, che tenga in maggior conto gli interessi del nostro territorio". Aggiunge il consigliere provinciale Rosangela Arrighi: “bisogna accertare le responsabilità di chi ha compiuto questo orrore, è evidente che chi governa Como al momento non sia più in sintonia con i cittadini. In ogni caso sorprendono i manifesti “Como non è Berlino” attaccati da un partito che fa parte della maggioranza in Comune”.
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LA VIABILITA' IN PROVINCIA: LE PRIORITA' MANCATE
Nell’ordine del giorno del consiglio provinciale convocato per questo pomeriggio, 14 settembre 2009 alle 17.00, figura l’Accordo di programma tra la Provincia di Como e il comune di San Fermo della Battaglia, finalizzato alla realizzazione di opere viabilistiche in relazione al nuovo Ospedale Sant’Anna di Como. Nel corso del primo e del secondo mandato del Presidente Carioni, il gruppo consiliare provinciale del Partito Democratico ha criticato più volte le scelte di questa maggioranza che interessano interventi sulla viabilità provinciale. Il commento dei consiglieri: “ancora una volta si impegnano somme considerevoli di soldi pubblici per strade di interesse solo comunale, quale quella che interesserà solo una zona di San Fermo e non la viabilità dell’ospedale. Non è mai stata fatta una riflessione seria su quali infrastrutture siano prioritarie, operando con interventi a pioggia, spesso secondo logiche diverse dall’utilità, se non quella politica. Il nostro territorio soffre di carenze importanti, gli interventi più importanti e prioritari riguardano la variante della Regina e la variante della statale Briantea nell’olgiatese. Questo diciamo da tempo e questo dicono anche i cittadini di questi territori e la grande maggioranza dei loro amministratori. Invece si insiste su progetti che nessuno vuole, come la Garibaldina bis, o che presentano aspetti discutibili come la variante di Parravicino o quella di Pusiano”.
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DOPO QUATTRO ANNI LA PROVINCIA STANZIA 360.000 EURO PER CHIUDERE LA VENDITA DELLA MASSERIA SCOTT
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La vendita della masseria Scott risale al 2005, ma solo durante il consiglio provinciale di ieri si è tenuto l’ultimo atto della cessione, con l’approvazione di una variazione di bilancio di 360.000 euro per chiudere il contenzioso aperto con il nuovo proprietario. La masseria a Camnago Volta, di proprietà della Provincia di Como, fu infatti venduta per 916.000 euro senza che venisse verificato presso la soprintendenza regionale se essa fosse sottoposta a vincoli, nella fattispecie quello come bene culturale cui sono soggetti i beni pubblici che abbiano più di cinquanta anni. Una volta che al proprietario è stato negato il permesso di costruire e il contratto è stato dichiarato nullo, si è aperto un contenzioso con l’impresa che per essere subito chiuso ha richiesto lo stanziamento di 360.000 euro. Commenta il capogruppo PD Mauro Guerra: “sarebbe utile fare un approfondimento in commissione sull’opportunità e utilità della vendita. Di fatto sembra essersi trattato di un grande affare per chi ha comprato, avendo alla fine ottenuto masseria e terreno per 556.000 euro”. Così la vice capogruppo Rosangela Arrighi: “ricordo che prima l’obiettivo era stato quello di vendere in breve tempo e adesso ci ritroviamo a stanziare ancora 360.000 euro per poter chiudere la vendita. Stiamo buttando via questa cifra a causa di un’incompetenza tutta interna alla Provincia, di chi ha voluto vendere senza nemmeno sincerarsi dei vincoli esistenti. La politica del centrodestra in questi anni è stata quella di vendere il patrimonio della Provincia, visti i risultati più che vendere si è trattato di una svendita.”
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Durante le comunicazioni preliminari del consiglio provinciale di ieri, 20 aprile 2009, i consiglieri del gruppo PD hanno chiesto l’intervento dei due assessori competenti sulle questioni che riguardano l’Università dell’Insubria. Ormai da settimane si susseguono notizie sul progressivo impoverimento della sede comasca, quanto a risorse economiche e del personale docente; da ultimo si è parlato anche della possibile dismissione del S. Martino, designata da anni come area per il campus universitario. “Sembra la certificazione che Como sia diventata una colonia di Varese” chiosa il consigliere Maria Rita Livio e a margine del suo intervento aggiunge “riportiamo l’attenzione del consiglio sul problema, l’assessore ufficialmente non ha potuto rispondere perché ha ammesso che avrebbe dovuto darci ragione. Abbiamo chiesto che la Provincia, il presidente Leonardo Carioni prima di tutti, operi insieme al comune di Como e rivendichi l’applicazione della stessa legge istitutiva dell’Università: la pari dignità delle due sedi. Il consigliere Rosangela Arrighi ha invece riportato alcuni dati che danno la reale proporzione della differenza crescente tra le due “Varese in questo momento ha un centinaio di docenti in più, senza contare i dodici che sembra stiano lasciando Como per trasferirsi nella sede varesina, ovviamente” a aggiunge a parte “ ci permettiamo di ricordare a Carioni che è presidente della Provincia di Como, non di quella di Varese, e deve tutelare gli interessi della nostra Provincia e della sua Università, la cui facoltà di Scienze è riconosciuta come eccellenza a livello nazionale. Come gruppo provinciale sarà nostra cura presidiare questa incredibile situazione”.
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LA DISCUSSIONE SUL BILANCIO PROVINCIALE
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Alla conferenza stampa congiunta indetta questa mattina, 2 aprile 2009, da tutti i gruppi consiliari di opposizione a Villa Saporiti sono intervenuti i consiglieri provinciali PD Mauro Guerra, Chiara Braga e Rosangela Arrighi, il consigliere provinciale PRC Renato Tettamanti e il consigliere della Lista Civica Territoriale Cornelia Borsoi. Sul tavolo il voto al bilancio preventivo 2009 e in particolare l’atteggiamento tenuto dalla maggioranza nei confronti della minoranza durante la votazione di lunedì, che ha comportato l’abbandono della seduta da parte dei consiglieri di opposizione. Durante la votazione del nono emendamento (presentato dall’opposizione) riguardo il ripristino e il potenziamento della spesa per il trasporto degli studenti delle scuole superiori, la maggioranza ha sottolineato il fatto che la copertura presentata prevedesse l’utilizzo di 10.000 euro già stanziati per il Monte Goi (emendamento precedentemente passato), chiedendo ai consiglieri di presentare un subemendamento ad hoc, la cui presentazione avrebbe dovuto essere ammessa dal revisore dei conti. Revisore dei conti che non era presente alla discussione. “Al di là dei singoli episodi è evidente che non ci fosse la volontà di discutere il bilancio provinciale dove, è bene ricordarlo, non sono previsti precisi stanziamenti per fare fronte alla difficile congiuntura economica, mentre per la cultura sono stanziati solo 0,30 centesimi per cittadino”, ha commentato Mauro Guerra. Renato Tettamanti ha aggiunto: ”se il consiglio rinuncia al proprio ruolo è un problema di tutto l’ente. Il bilancio così come è stato presentato mostra tutti i suoi limiti, in particolare in una situazione di crisi come quella odierna. La Provincia di Milano ha stanziato 5 milioni per la crisi, quella di Como zero”. I consiglieri provinciali di opposizione hanno annunciato che per protesta si asterranno dai lavori delle commissioni, escluse quelle di rilevanza particolare per il territorio, continuando a dare battaglia proprio sulla cancellazione del contributo per gli studenti pendolari che interessava millecento studenti della provincia.
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Il fallimento della AFL Spa di Dongo segna un momento drammatico dell’economia comasca e del mondo del lavoro dell’alto lago, prefigurando, in mancanza di immediati interventi di sostegno, una vera e propria catastrofe sociale per quel territorio.
Il Partito Democratico di Como denuncia il fatto che, in questa occasione, non siano stati tenuti in considerazione i numerosi ed importanti sforzi compiuti dalle istituzioni politiche, economiche e sindacali per tentare di garantire il mantenimento del livello occupazionale.
Grave appare il fatto che a chiedere il fallimento della società sia stata l’INPS, proprio l’ente che sta erogando la Cassa Integrazione agli oltre 200 dipendenti coinvolti. Riteniamo che sia un atto irresponsabile, in particolar modo perché compiuto in questa fase congiunturale e in presenza di un piano di ristrutturazione in corso.
Riteniamo indispensabile un maggior coinvolgimento del territorio e dei suoi rappresentanti istituzionali in questo grave momento economico e sociale, anche da parte degli organi preposti ad assumere tali drammatiche decisioni, affinché possano essere messi in campo tutti gli sforzi e gli strumenti, giuridici, economici e sociali, per mantenere il livello occupazionale e di sviluppo economico in Provincia di Como ed in particolare nell’area dell’alto lago.
Chiediamo, pertanto, l’immediata convocazione di un tavolo di confronto con le istituzioni, dal Governo alla Regione alla Provincia, le parti sociali e tutti gli interlocutori interessati al fine di poter trovare una soluzione al problema dei dipendenti della società fallita e di poter consentire una presenza industriale in alto lago, con una assunzione di responsabilità da parte di tutti.
Chiara Braga, Deputato PD
Luca Gaffuri, Consigliere Regionale PD
Mauro Guerra, Consigliere Provinciale PD
Luca Corvi, Segretario Provinciale PD
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LA MAGGIORANZA NON DISCUTE IL BILANCIO PREVENTIVO: LA SEDUTA E' SOSPESA
L’oggetto della seduta odierna del consiglio provinciale avrebbe dovuto essere la discussione del bilancio preventivo per l’anno 2009. Durante la discussione i gruppi consiliari di Alleanza Nazionale e Forza Italia hanno presentato un ordine del giorno che chiedeva una relazione all’interno della giunta sul PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) e la convocazione della conferenza dei sindaci per operare una revisione dello stesso alla luce della crisi edilizia. L’opposizione ha subito evidenziato le proprie perplessità davanti a richieste simili: in primo luogo la relazione avrebbe dovuto essere discussa in consiglio, d’altra parte il fatto che si faccia apertamente riferimento alla crisi dell’edilizia lascia intuire una volontà di consumare più territorio di quanto sia ora previsto. Dopo varie consultazioni e interruzioni, AN ha chiesto che l’odg venisse portato prima in Commissione e scelto di ritirarlo, mentre Forza Italia ha insistito perché si votasse, dichiarando di essere disponibili ad accogliere gli emendamenti, due, presentati dall’opposizione. Successivamente il gruppo del PD ha dapprima ritirato gli emendamenti e dichiarato che non avrebbe partecipato al voto, così hanno fatto anche Lega e AN, facendo mancare il numero legale. PD e AN non hanno partecipato alla ripresa dei lavori e il consiglio è stato sospeso. Commenta il capogruppo Mauro Guerra: “La maggioranza non riesce nemmeno ad avviare la discussione sul bilancio. Il gruppo consiliare di Forza Italia si rivela un esecutore zelante delle volontà della dirigenza nazionale, tralasciando l’interesse del territorio”. Il consigliere provinciale Rosangela Arrighi aggiunge:”La mancata responsabilità politica di questa maggioranza è sconcertante. Nemmeno in un momento di grave crisi economica sono capaci di trovare un accordo sul Bilancio preventivo: sono capaci di spaccarsi perfino su quello”.
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UNA SEDUTA SUL SISTEMA INFRASTRUTTURALE NELLA PROVINCIA DI COMO
Durante l’ultima seduta del consiglio provinciale si è dibattuto sul tema del giorno: il sistema infrastrutturale nel comasco. Oltre al dibattito suscitato dalla comunicazione delle due lettere indirizzate all’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo dove si esprime un parere negativo sulla possibilità di presentare lo studio di fattibilità della Varese-Como-Lecco, la discussione è ruotata intorno al collegamento infrastrutturale est-ovest della provincia. Nel suo intervento l’Onorevole e consigliere provinciale Chiara Braga ha ripreso le dichiarazioni dei giorni scorsi del Senatore Butti sulla necessità di spostare i finanziamenti per la Garibaldina bis sul progetto della variante della Briantea: “Abbiamo appreso notizie interessanti dai giornali di questi giorni. La subordinazione della realizzazione della Garibaldina bis alla variante della Briantea viene oggi sostenuta da autorevoli esponenti della maggioranza, quando in consiglio provinciale gli esponenti dello stesso partito di maggioranza non hanno mai dato segni di condividere la nostra proposta”. Il capogruppo PD Mauro Guerra ha invece sollecitato chiarezza: “Chiediamo che venga calendarizzata una seduta dove si sostenga un dibattito sul sistema infrastrutturale della provincia. Il disordine di proposte si accumula perché non è chiaro che cosa voglia fare il consiglio. In una situazione del genere non stupisce che il Senatore Butti assuma posizioni più vicine alle nostre che a quelle della sua maggioranza riguardo la Briantea e la Regione prepari uno studio di fattibilità sulla Varese-Como-Lecco. Le priorità infrastrutturali dovrebbero invece essere chiare”.
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IL GOVERNO BERLUSCONI RITENTA DI AFFONDARE LA NAVIGAZIONE A LAGO
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Il gruppo consiliare del Partito Democratico in Provincia porterà oggi all’attenzione del Consiglio il taglio di 14 milioni alla navigazione sui tre laghi di Como, Garda e Maggiore previsti nella Finanziaria 2009. Avere a disposizione circa il 40% in meno di risorse comporterà una consistente riduzione del servizio, una diminuzione delle corse di cui soffriranno i lavoratori e gli studenti ma soprattutto lo stesso trasporto turistico, con conseguenze gravissime per l’economia del lago. Il Direttore Generale della Navigazione Laghi Oscar Calaprice e i sindacati si dicono certi dei tagli alle risorse e ai posti di lavoro. Il Partito Democratico ha già presentato emendamenti in Parlamento e un’interrogazione in Consiglio Regionale, oggi presenterà una mozione in Consiglio Provinciale che impegni Presidente e Giunta ad assumere iniziative utili per scongiurare i tagli. Commenta il Capogruppo del PD Mauro Guerra: “Il precedente Governo Berlusconi aveva già provato ad affondare la navigazione a lago con la legge finanziaria del 2006. Per fortuna a metà anno subentrò il Governo Prodi che trovò le risorse per evitare il tracollo dei servizi di navigazione. Ora ci riprovano con 14 milioni di euro di tagli che non potranno essere sopportati solo con interventi di riduzione dei costi e riorganizzazione aziendale, ma comporteranno una drammatica riduzione del servizio e del personale”.
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SCONCERTO PER LA SVENDITA DEL S. ANNA
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La notizia dell'ulteriore dimezzamento del valore attribuito al comparto dell'ex ospedale S. Anna, passato dai 69 milioni ai 15 milioni ventilati nell'ultima segreteria tecnica, sconcerta tanto i consiglieri provinciali del gruppo del Partito Democratico quanto l’opinione pubblica. A prendere la parola per primo e il capogruppo Mauro Guerra: “ la notizia conferma quello che da sempre sosteniamo e cioè la mancanza di una visione organica del progetto di costruzione del nuovo ospedale e del recupero dell'area di via Napoleona. Non è possibile pensare di "svendere" un'area così strategica per la città e tutta la provincia per quel valore; si faccia un ragionamento serio su come completare il finanziamento dell'ospedale nuovo, Regione per prima, e si decida cosa fare dell'area di via Napoleona, a partire dalle funzioni di rilevanza pubblica che devono essere garantite alla città. Senza ridurre scelte così importanti a sole ragioni di convenienza economica dell'operatore Infrastrutture Lombarde”. Interviene sull’argomento anche il consigliere provinciale e Onorevole Chiara Braga: “In questa condizione è impensabile che si proceda a qualunque variante urbanistica sull'area di via Napoleona. Nonostante le forze di opposizione chiedano da tempo un confronto sulla vicenda S. Anna, Provincia e Comune di Como continuano a dimostrare di non avere alcuna visione strategica su quel comparto e tantomeno capacità di decisione. Se si guarda nel dettaglio il Comune di Como è paralizzato da una crisi che si trascina da mesi e la Provincia ha una giunta "zoppicante" e proprio sulle questioni urbanistiche, così rilevanti, manca della guida di un assessore e di un peso politico adeguato. L'incapacità di decidere e l'approssimazione di certe scelte mette in evidenza l'inadeguatezza di una classe amministrativa in Comune e in Provincia che nonostante i numeri non è in grado di portare avanti nemmeno i progetti più importanti. "
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IL CONSIGLIO PROVINCIALE STRAORDINARIO
Durante l’ultima seduta, i consiglieri dei Gruppi Consiliari dell’opposizione a Villa Saporiti hanno presentato la richiesta di convocare un Consiglio Provinciale straordinario per discutere delle vicissitudini e avvicendamenti all’interno della Giunta guidata da Leonardo Carioni. Ai sensi dei regolamenti vigenti, i consiglieri sollecitano il Presidente della Provincia a relazionare al Consiglio, dando notizia di quali provvedimenti intenda adottare. Commenta il consigliere Rosangela Arrighi, vice capogruppo del Partito Democratico: “stiamo assistendo a un continuo aggravio della situazione e quel che è peggio veniamo informati unicamente dai giornali. Sembra che nessuno senta l’esigenza di rendere conto all’interno della sede istituzionale di fatti che hanno una rilevanza politica e allo stesso tempo determinano una situazione di paralisi. Venerdì prossimo il Consiglio Provinciale sarà dedicato alla discussione sull’importanza del ruolo che ricopre l’istituzione Provincia, quando all’interno della stessa c’è chi la esautora, non riconoscendola come luogo per discutere dello stato di crisi della Giunta. Noi chiediamo la convocazione di una seduta straordinaria dove il Presidente, che ieri pare fosse malato, apra un dibattito su questa gravissima situazione”.
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L'AMMINISTRAZIONE, GLI SWAP E LA QUESTIONE MORALE
Alla conferenza stampa congiunta convocata dall’opposizione in consiglio provinciale erano presenti i consiglieri Mauro Guerra (PD), Rosangela Arrighi (PD), Renato Tettamanti (PRC), Cornelia Borsoi (Lista civica territoriale) e Fabio Moltrasio (PSE). Sul tavolo la delibera della Corte dei Conti sull’utilizzo di Swap da parte della Provincia di Como e la richiesta dell’istituzione di una Commissione per la trasparenza dell’azione amministrativa. Nel 2005 la passata Giunta ha stipulato due contratti finanziari con due diversi istituti di credito. L’opposizione nel marzo scorso ha portato una mozione in consiglio provinciale, dopo aver fatto una prima nota nel dicembre dell’anno scorso, per chiedere alcuni chiarimenti sulla necessità di stipulare i due Swap e sulla modalità stessa con cui sono stati firmati i contratti. “Nel novembre di quest’anno, in risposta alla nostra mozione che la maggioranza ha respinto, l’assessore Tambini ha affermato di non ritenere necessario assumere iniziative particolari, mostrando solo una vaga intenzione di consultare altri sindaci per fare un confronto sulle rispettive situazioni” dice Renato Tettamanti “situazione finanziaria che a estate finita segnalava la perdita di 800.000 euro per il 2008. Il 25 novembre è poi arrivata la delibera della Corte dei Conti, impegnata nel monitorare gli enti che in passato hanno stipulato contratti che prevedono l’utilizzo di derivati, che impegna il Consiglio a intervenire nella situazione e non risparmia le stesse critiche che al tempo avevamo mosso noi. Prima fra tutte la mancanza di un advisor”. Continua Mauro Guerra “la Provincia nel momento in cui ha sottoscritto i contratti si è dichiarata operatore non qualificato ma contemporaneamente di non aver avuto necessità di consulenze. Infatti non si è avvalsa di alcuna assistenza ne nella preparazione ne nel monitoraggio dell’operazione. Non solo, la scelta di ricorrere a strumenti derivati non è stata dettata dalla necessità di garantire i rischi sui mutui in essere. E’ stata solo scelta speculativa, stanti i bassi tassi di interesse che presentava allora il mercato. Un’operazione fatta solo per avere liquidità immediata e senza pensare al futuro e dotarsi delle competenze necessarie. Ora occorre avvalersi di una consulenza indipendente per assumere tutte le iniziative, legali e finanziarie necessarie per tutelare la Provincia. E’ inaccettabile l’attendismo della Giunta e della maggioranza”. Concludendo la trattazione dell’argomento tutti i consiglieri presenti si sono detti contrari all’unica decisione che la giunta sembra voglia prendere in merito: la semplice presa d’atto della delibera della Corte dei Conti, affermando l’intenzione di aggiornare la mozione già presentata e sottoporla al consiglio nella seduta di lunedì. E’ poi stato affrontata la proposta di istituire una Commissione per la trasparenza dell’azione amministrativa, già ventilata subito dopo l’uscita di alcuni articoli che legavano alcuni nomi della Giunta Carioni a società che hanno rapporti diretti e indiretti con l’attività dell’amministrazione provinciale. L’opposizione propone l’istituzione di una commissione consiliare che abbia anche il compito di proporre modifiche e potenziamento del regolamento sulla pubblicità della situazione patrimoniale degli amministratori. I compiti di questa commissione saranno quelli di vigilare sulla effettiva pubblicità delle situazioni patrimoniali, valutare le situazioni di inopportunità se non quelle di conflitto d’interesse, relazionando poi al Consiglio, e proporre eventuali modifiche statutarie funzionali al perseguimento delle proprie finalità. La Commissione sarebbe presieduta da un consigliere dell’opposizione. “Carioni ha detto di non essere a conoscenza di alcune situazioni riguardanti i suoi assessori, con la Commissione avrebbe potuto invece decidere con tutta consapevolezza. Quello che resta sotto gli occhi è lo spettacolo deludente offerto dalla Giunta e le clamorose contraddizioni che la attraversano”. “Occorre ricostruire serietà e trasparenza dell’azione politica e amministrativa” , ha aggiunto Mauro Guerra. Moltrasio ha fatto riferimento alla necessità di tenere al centro la questione morale, mentre Cornelia Borsoi ha concluso esprimendo la convinzione che “chi si dice favorevole all’abolizione delle province lo è anche perché confonde le disfunzioni di questa Giunta con l’utilità dell’ente”.
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NEMMENO UN EURO PER LA PEDEMONTANA
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Nonostante le promesse di sottosegretari e ministri della Lega che rassicurano i comaschi dalle pagine dei quotidiani locali, quello che conta sono i numeri che, in Finanziaria, non ci sono.
Nemmeno un euro per il finanziamento del secondo lotto delle tangenziali di Como e Varese, parti integranti e funzionali del progetto della Pedemontana ed essenziali per completare il bypass del traffico per i due capoluoghi lombardi. Su questo punto il Governo aveva assunto perfino un impegno specifico in Parlamento a luglio, approvando un ordine del giorno al D.L. 112 presentato dai deputati lombardi che chiedeva di individuare risorse adeguate per assicurare il completamento della Pedemontana in sede di Legge Finanziaria, risorse quantificate in 655 miliardi e poi ridimensionati a poco più di 400 dall’assessore regionale Cattaneo.Purtroppo però non c’è traccia né dell’una né dell’altra cifra.
È bene ricordare che il Governo Prodi aveva stanziato nella Finanziaria 2007 1 miliardo e 300 milioni per la Pedemontana, consentendo l’approvazione CIPE del progetto e finalmente lo sblocco del processo di realizzazione. Non vorremmo che questa frenata si traduca in un altro, ennesimo, rallentamento dell’opera.
Insieme agli altri deputati del PD della Commissione Infrastrutture abbiamo presentato un emendamento alla Finanziaria per prevedere lo stanziamento di almeno una parte delle risorse necessarie a finanziare il secondo lotto delle tangenziali. Ci aspettiamo un atteggiamento di sensibilità da parte del Governo.
Forse però è il caso che anche i comaschi iniziano a rendersi conto che questa maggioranza, Lega compresa, non sta mantenendo le promesse fatte al nostro territorio. Dove sono le risorse per le infrastrutture? Questo Governo ha preferito regalare 140 milioni di euro per salvare dalla bancarotta il Comune di Catania, in dissesto per la cattiva amministrazione di centro-destra, e stanziare 500 milioni per Roma capitale, anziché reperire le risorse per il completamento della Pedemontana. Non bastano promesse e belle parole, credo che questo territorio abbia diritto a qualcosa di più concreto.
Roma, 15 ottobre 2008
On. Chiara Braga - Partito Democratico
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PIU' SCONTO PER LA BENZINA E NUOVA CARTA PER IL GASOLIO
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E' stata approvata all'unanimità, durante il Consiglio Provinciale del 28 luglio, la mozione presentata dal PD per la revisione degli importi e delle fasce sconto della Carta benzina. Leggi l'articolo qui.
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